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Recensione su 30 Giorni di Buio

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3 maggio 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Barrow, Alaska, questa cittadina all’estremo nord degli Stati Uniti (realmente esistente, anche se più grande e popolosa di come appare nel film) presenta la particolarità che in un particolare periodo dell’anno, trovandosi sopra il circolo polare artico, vive immersa nel buio per 30 giorni. La maggior parte della popolazione lascia le proprie case per trasferirsi in lidi più ospitali durante il mese di tenebre. In città resta solo una manciata di cittadini, tra cui lo sceriffo Oleson (Josh Hartnett) chiamato a investigare su una serie di strani incidenti, prodromo di quello che succederà, e la sua ex-moglie Stella (Melissa George). L’idea, semplice ma geniale, sia della graphic novel sia del film tratto da essa, è che un posto del genere possa diventare un perfetto e irresistibile terreno di caccia per una tribù di vampiri nomadi provenienti dall’Europa centrale. Trenta giorni senza timore del Sole, per loro letale, dove possono banchettare con gli abitanti della città. Non i classici vampiri decadenti, romantici e seducenti tanto di moda, ma dei brutali e crudeli assassini, guidati oltre che dalla necessità vitale di nutrirsi del sangue delle loro vittime, anche dal piacere sadico nel cacciare e uccidere le prede umane. A parte la luce solare, non temono niente, né le croci, né l’acqua santa né tantomeno l’aglio. Parlano tra di loro una strana e antica lingua (inventata per l’occasione) Dopo la mattanza iniziale, i pochi superstiti cercheranno di sopravvivere come possono, fino alla drammatica resa dei conti finale tra lo sceriffo e Marlow (Danny Huston), il capo dell’orda vampiresca. La tensione è sempre alta, prima provocata dall’attesa di qualcosa di misterioso e ignoto, poi dallo scatenarsi delle belve non-morte. Il Generose dosi di sangue rosso vivo, interrompono la bicromia del nero della notte e del bianco della neve, colori nei quali il film è immerso. Il giallo del Sole liberatore sorgerà solo alla fine del film, ma non per tutti i protagonisti ciò significherà la salvezza. Il fumetto di Steve Niles, disegnato in modo schizoide e grottesco da Ben Templesmith, ha avuto diversi seguiti, di cui il primo, 30 Days of Night: Dark Days, ha avuto anch’esso una riduzione cinematografica nel 2010, 30 giorni di buio II, con regista e interpreti diversi.

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