4 Recensioni su

1922

/ 20175.879 voti

Scadente / 16 Febbraio 2019 in 1922

Netflix dovrebbe spendere meglio i soldi.
Filmetto che annoveriamo nel filone del “thriller psicologico”, banale e senza particolari spunti.

4 Dicembre 2017 in 1922

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film trasferisce su pellicola quasi scena per scena e parola per parola l’omonimo racconto lungo di Stephen King. Quello che però non riesce a riversare efficacemente, nonostante l’ottimo lavoro di caratterizzazione del protagonista da parte dell’attore Thomas Jane, è l’atmosfera di triste isolamento, depressione, fatalismo, crudele senso di perdita e di crescente oppressione cui lo scritto è pregno. Clima che consumerà dall’interno Wilf e che avrà ripercussioni su tutti quelli che gli vivono accanto. Troppo difficile, come capitato in altre opere tratte da King, trasporre su pellicola quello che sono i pensieri di una mente che precipita gradualmente nell’abisso della follia. Le vicende del film e del racconto sono infatti narrate anni dopo, in un lungo flashback, dal protagonista stesso chiuso in una stanza di uno scalcinato albergo di Omaha. Curata è invece la ricostruzione storica della vita rurale nel Midwest americano alla vigilia della Grande Depressione. 1922 è la personale versione dello scrittore del Maine de Il cuore rivelatore di Poe (ravvisabile anche qualche richiamo a I ratti nei muri di Lovecraft) dove, però la rivelazione è verso il protagonista stesso. Mai infatti qualcuno minaccerà la libertà del protagonista, mai nessuno, neanche la polizia, lo sospetterà di qualcosa, ma la sua (autoinflitta?) punizione finale, più crudele nel racconto originale che nel film dove è lasciata all’immaginazione dello spettatore, sarà peggiore di una condanna alla sedia elettrica.

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Incolore / 23 Ottobre 2017 in 1922

Horror-drama abbastanza incolore che, pur aderendo narrativamente in maniera molto fedele al racconto king-iano d’origine, non riesce a essere peculiare in alcuna maniera, a differenza della sua notevole matrice letteraria (a parer mio, 1922 fa parte di una delle migliori raccolte quaternarie di racconti di King).
Al di là del confronto un po’ fine a sé stesso fra materia narrativa e televisiva (il film è prodotto da Netflix), penso che a questo lavoro di Zak Hilditch manchi un fulcro, che dovrebbe essere quello dell’ossessione (prima, quella della terra; poi, quella della morte della moglie).
Per quanto il protagonista sia incarnato fisicamente bene da Thomas Jane, questo “bifolco” non sembra trasmettere nessun tipo di emozione funzionale al racconto. Non sembra un uomo realmente arrabbiato con la moglie, né pare davvero affezionato al figlio. Perciò, le sue azioni e reazioni hanno scarsa consequenzialità e giustificazione. Insomma, non è un’anima tormentata davvero credibile e la maschera pressoché impassibile di Jane non aiuta né a temere, né ad empatizzare (per eccesso) con il protagonista.
Peccato, perché il contesto storico e ambientale si prestavano a generare una piccola gemma gotica.

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1922 / 20 Ottobre 2017 in 1922

In questo 2017 caratterizzato da un’invasione di film e serie tv tratte da King, il prodotto meno celebrato e reclamizzato, questo “1922” tratto da un meraviglioso racconto breve inserito nella raccolta “Notte buia niente stelle”, finisce per essere quello più interessante (non ho ancora visto il nuovo IT). Fedele al romanzo, con ottimi attori, avrebbe beneficiato di un minutaggio maggiore.

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