Recensione su 1917

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“SI STA COME D’AUTUNNO SUGLI ALBERI LE FOGLIE.” / 24 Gennaio 2020 in 1917

Anno 1917, guerra di trincea, nord della Francia. Il comando generale britannico affida a due giovani soldati di consegnare a mano un messaggio al secondo battaglione. I soldati tedeschi stanno tendendo una trappola alla fanteria inglese e l’unica speranza di salvare 1600 vite è annullare l’attacco previsto per l’alba. Comincia così un viaggio contro il tempo e in punta di piedi tra le trincee.

Un altro film di guerra? Ancora? Si, ancora…perché “1917” è un grandissimo film. Fila spedito, colpisce come un ca**otto e mette in vibrazione la sfera emozionale.

Sam Mendes prende i racconti di suo nonno reduce e li cuce tutti assieme con maestria.
Caratteristica principale (e vincente) della pellicola è l’uso magistrale del piano sequenza. L’ aver giocato col piano sequenza all’inizio di “Spectre” deve averlo fomentato un bel po’ visto l’uso che ne fa in questo film. Un piano sequenza ovviamente finto ma estremamente funzionale e funzionante. I tagli ci sono ma sono talmente ben mimetizzati da risultare persino più invisibili di quelli di “Birdman”.

Un paio di sequenze sono girate talmente bene da elettrizzare letteralmente lo stomaco.

Perfetto sotto ogni punto di vista. Sul mio podio personale tra i film a tema assieme a “La grande guerra” e “orizzonti di gloria”.

6 commenti

  1. rust cohle / 25 Gennaio 2020

    Concordo, sono praticamente invisibili i tagli. Secondo me ha tagliato durante le scene di buio o nei fermi immagini di riprese del paesaggio. Grande prova di maestria di Mendes.

    • TraianosLive / 25 Gennaio 2020

      @rust cohle mentre per “birdman” i tagli sono facilmente “fiutabili” , qui è veramente difficile. Alcuni sono più evidenti di altri ma specialmente nella prima parte, dove il racconto è più compatto, è veramente complicato trovarli. Pezzo di bravura e probabile oscar al montaggio.

      • rust cohle / 25 Gennaio 2020

        fan**lo agli oscar, sono l’antimeritocrazia. Tanto il livello rimane quello, a prescindere dall’oscar.
        Lo meriterebbe comunque, si hai ragione

  2. rust cohle / 25 Gennaio 2020

    @TraianosLive comunque ora che ci penso non può vincere l’oscar per il montaggio perché non è stato candidato. L’Antimeritocrazia che ti dicevo prima, non fosse stato per il montatore, il finto piano sequenza sarebbe andato farsi benedire, comunque questo è quanto.

  3. TraianosLive / 26 Gennaio 2020

    @rust cohle non lo sapevo e lo davo per scontato. L’anno scorso l’ha vinto quella ciofeca di Bohemian Rhapsody e 1917 nemmeno nominato?…senza parole.

  4. rust cohle / 28 Gennaio 2020

    @TraianosLive Bohemian Rapsody è l’esempio calzante che l’opinione pubblica è l’elemento che conta di più agli Oscar. Che filmccio, neanche ho finito di guardarlo.

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