Recensione su 1917

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25 Gennaio 2020

Sono tre i protagonisti del film: il soldato Schofield, il soldato Blake e lo spettatore che osserva, seduto su una comda poltrona, la storia.
Fisicamente ero al cinema ma con la mente ero totalmente immerso (nel bene e nel male eh). Forse è stata solo una mia impressione ma era come se fossi un fantasma che non poteva essere colpito da nulla e che accompagnava i due soldati, a loro insaputa, nel loro calvario.

Il film è girato totalmente con un solo piano sequenza, macchina a spalla (quasi sempre) e tallonamento dei protagonisti.
La scelta dell’unica inquadratura esalta le emozioni, soprattutto in negativo e, in alcuni momenti diventa un po’ faticoso da seguire, troppo caotico, ma credo fosse l’obbiettivo di Mendes. 1917 è uno di quei film che non va visto tanto per il racconto quanto più per la ricostruzione storica del periodo e per far immergere lo spettatore nell’orrore che citava Marlon Brando in Apocalypse Now e spaventarlo e renderlo partecipe delle gesta e delle emozioni che hanno dovuto provare dei poveracci, alcuni poco più che ragazzi.
Il sonoro amici cinefili, il sonoro è qualcosa di magistrale, un spettacolo pauroso per le orecchie.
Si avverte quasi un senso di claustrofbia quando Blake e Schofield sono sotto terra, sia avverte l’eccesivo affollamento nelle trincee, sembra di essere in prima linea con loro: i proiettili, le bombe, il caos… WOW, cioè WOW (non per la piacevolezza ma per la veridicità).

A mio avviso, Mendes, è riuscito a centrare in pieno l’obbiettivo perché 1917 è il film più sentito della sua carriera. Mi è parso che ci abbia messo anima e cuore e questo soprattutto perché la pellicola è basata sui ricordi che suo nonno gli raccontava, quando era solo un ragazzo, e ha dovuto partecipare alla 1a Guerra Mondiale.

Ripeto non vi aspettate chissà che storia arzigogolata alla Mission Impossible, il soggetto è un racconto semplicissimo, è un McGuffin per far tornare lo spettatore indietro, sul campo di battaglia, nel 1917.

Unica nota negativa del film è che in determinate scene (NO SPOILER TRANQUILLI) si sottolinea l’obbligatoria bontà di cuore degli alleati mentre i nemici vengono dipinti come degli stronzi ingrati(quando lo vedrete capirete).

Fiondatevi nelle sale perché questo è cinema puro amici cinefili, cinema puro. Piaccia o non piaccia riconoscerete a Mendes l’estrema professionalità tecnica per, forse, il miglior film di guerra del XXI secolo.

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