Recensione su 1917

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Exploit tecnico / 26 Marzo 2021 in 1917

Non si può parlare di questo film senza partire dalla straordinaria impresa tecnica alla base della sua realizzazione, che lo fa appparire composto interamente da due lunghissimi piani sequenza (la cesura si verifica dopo 1 ora e 6 minuti). È vero che in realtà le inquadrature sono ben più di due, giustapposte con maestria in modo da dare l’impressione della continuità; ma ciò nulla toglie alla straordinarietà del risultato finale.

Mi sono chiesto durante la visione se questo aspetto formale non avrebbe finito per diventare preponderante a scapito del contenuto. La mia prima risposta è stata no: a parte un po’ di distrazione per cercare di individuare le giunzioni nascoste fra le inquadrature, l’effetto della scelta formale è quello atteso e voluto di calare lo spettatore nell’azione, rendendolo compartecipe della lunga tensione.

A film finito, tuttavia, mi sono reso conto che in realtà l’exploit tecnico ha condizionato il contenuto. Visto il modo in cui è stato girato, il film consiste inevitabilmente di un’unica azione; non ha spazio dunque per la complessità e lo spessore intellettuale; qua e là si nota anzi una leggera tendenza allo stereotipo, per esempio nella descrizione del nemico. Questo non toglie nulla alla ricchezza umana di 1917, grazie anche alla bravura dei due protagonisti; ma gli impedisce (assieme a qualche piccola incongruenza nei presupposti della vicenda e a qualche caduta di stile nella seconda parte) di ambire allo statuto di capolavoro.

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