18 Recensioni su

127 ore

/ 20107.1428 voti

13 Gennaio 2024 in 127 ore

Film che racconta la vera storia di Aron Ralston, un alpinista americano rimasto intrappolato per cinque giorni tra le rocce del gran Canyon, una storia che ha dell’assurdo, un uomo che sfida la natura ma anche il suo corpo e i suoi limiti e con una forza d’animo impressionante riesce a salvarsi.
Danny Boyle è da sempre un regista controverso(vedi “Trainspotting”) e con uno stile da videoclip che a me non piace per niente ma in questo film, tolte alcune scene irritanti come quelle del quiz televisivo, riesce a narrare molto bene le sofferenze e il dramma in cui è caduto questo ragazzo, riuscendo a commuovere e coinvolgere lo spettatore.
Sostanzialmente un buon film ma, pur rendendomi conto che questa sia una storia vera,  questi uomini(e donne) ormai cloni di Rambo che riescono a sopravvivere in condizioni estreme e disperate io devo ancora conoscerli.
Splendidi i paesaggi del Bryce Canyon.

 

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Trekking pericoloso / 14 Dicembre 2021 in 127 ore

Tratto da una storia vera.
Aron Ralston (James Franco) parte per una gita solitaria nel Blue John Canyon nello Utah; la giornata sembra procedere ottimamente, ha avuto anche un piacevole incontro con due ragazze, Kristi (Kate Mara) e Megan (Amber Tamblyn), ma l’imprevisto è dietro l’angolo.
Infatti mentre attraversa una gola, un grosso masso si smuove precipitandogli addosso e intrappolandogli il braccio destro; Aaron non riesce a muoversi e con il passare dei giorni (e le scorte che si assottigliano) dovrà prendere una drastica decisione.
Per certi versi qualcosa in comune con Buried, dove un uomo è intrappolato anche se in questo caso il motivo si conosce appieno; Danny Boyle soprattutto all’inizio si sofferma con inquadrature su dettagli (esempio il coltellino svizzero) che saranno poi importanti nel seguito. Aaron nonostante tutto, inizialmente riesce ad essere abbastanza lucido; prima con qualche tentativo per smuovere il masso, poi con il dosare l’acqua e il cibo. Nella sua agonia inizia a ricordare il rapporto con la sua famiglia, con la sua ragazza (Clemence Poesy) e le escursioniste di cui sopra; lo fa anche raccontando alla videocamera con anche qualche buona trovata (quella in cui si sdoppia tra ipotetico conduttore radiofonico e sè stesso). Nonostante la pellicola in solitaria (A parte qualche piccola eccezione), il film si mantiene vivo e interessante fino alla fine.
Qualche piccolo dubbio sull’azione finale (abbastanza cruda) ma per il resto non male.
Nel resto del cast da citare Treat Williams nei panni del padre di Aron, Lizzy Caplan è la sorellina Sonja.

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Bello e angosciante / 14 Ottobre 2018 in 127 ore

Questo film è fatto veramente bene, sarà che ho un certo debole per le pellicole tratte da storie vere. Molto angosciante, crudo e claustrofobico. Nonostante la trama sia ridotta all’osso, il film scorre via velocemente senza mai annoiare, il tutto condito con un James Franco veramente ottimo.

Ricordati di dire dove vai, quando esci di casa / 10 Ottobre 2016 in 127 ore

Una storia vera, narrabile con un documentario da venti minuti su DMAX, diventa un intero lungometraggio per mano del fresco vincitore di Oscar Danny Boyle, che allunga il brodino come può (pur restando su tempi da film di Woody Allen), con flashback e allucinazioni di ogni genere vissuti dal protagonista durante la sua forzata prigionia.
Inizio e finale un po’ psichedelici per far emergere il contrasto tra asfissiante vita urbana e meraviglie dell’outdoor, salvo constatare che anche il divertimento può tramutarsi in una trappola.
Per fortuna viene scelto un attore non famosissimo ma che se la cava più che dignitosamente, tenendo pressoché da solo la scena per 90 minuti circa (molti dei quali immobile) con le sue smorfie di dolore (ma qualche urlo in più avrebbe reso il tutto più verosimile, sopratutto nel momento dell’incidente).
Meravigliose le locations dello Utah, uno degli Stati USA meno conosciuti ma paesaggisticamente tra i più belli in assoluto.
È un film nel complesso interessante e originale, da consigliare ai fanatici estremisti dell’outdoor, quelli che pensano di poter domare la natura quando e come vogliono.
Mentre invece ci può essere una assurda pietra che aspetta proprio noi, come da discorso fatalistico pronunciato dal protagonista in un momento di sconforto (e figurarsi se poteva mancare la filosofia).

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Meraviglioso!! / 8 Maggio 2015 in 127 ore

Uno dei miei film preferiti! Pensare che tutto questo è accaduto per davvero mi fa venire la pelle d’oca!
ottima interpretazione di James Franco!

15 Febbraio 2015 in 127 ore

Boyle e i montaggio sincopato ormai sono inseparabili, in questo caso il film ci guadagna perché 2 ore con un unico personaggio per quanto possa essere interessante, il personaggio, sarebbero state inaffrontabili… storia vera ed estrema che gli iperattivi comprendo e i pigri si chiedono ma chi te l’ha fatto fare? L’adrenalina, ovviamente… l’adrenalina sarebbe da usare a piccole dosi e proprio perché da dipendenza da rifuggire il più possibile ma Aron ormai ci è dentro con tutte le scarpe, e non solo…
Bella la tensione ma straziante

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20 Ottobre 2013 in 127 ore

Diciamo che mi è piaciuta la storia, ma non il film.

Insomma, J.Franco è davvero bravo, regge da solo la scena per quasi due ore e, nelle sequenze iniziali, tratteggia egregiamente un soggetto (per me) fastidioso, così entusiasticamente dinamico da far venire l’orticaria, per intenderci.
Però, come spiegarlo… uhm, non so se la luccicante confezione di Boyle fosse davvero necessaria, ecco: ok, si tratta di un racconto, Boyle sta raccontando e lo fa con ottimi tempi narrativi, ma questo film è fine a sé stesso e, benché in molte altre occasioni, prodotti di questo tipo siano stati di mio gradimento, beh, stavolta, vicenda (accaduta) a parte, non ne sono rimasta particolarmente stregata.

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21 Agosto 2013 in 127 ore

E’bravo Boyle, è bravo Franco. Bellissimo il monologo davanti alla telecamera.

16 Maggio 2013 in 127 ore

Film bellissimo, claustrofobico, ansiogeno da morire. James Franco è impeccabile nel ruolo dello scalatore Aron Ralston e la regia “allucinata” di Danny Boyle è semplicemente perfetta!

5 Aprile 2013 in 127 ore

Un gran film.
Girato benissimo e l’interpretazione di James Franco è del tutto convincente.
L’ansia che tramsette. bello,bellobelelnmdjkcsnzjk<

9 Marzo 2013 in 127 ore

Complessivamente mi è molto piaciuto: James Franco è immenso e sfaccettato, le musiche sono bellissime, la fotografia vivacissima, esaspera le sensazioni del protagonista, e la regia è un piacere per gli occhi. La famosa scena clou non mi ha turbata come mi aspettavo. Ho provato semmai un senso di claustrofobia all’inizio. Dopo il passo falso di The Millionaire, Boyle si è ripreso alla grande.

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24 Gennaio 2013 in 127 ore

Catartico!

22 Dicembre 2012 in 127 ore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Aron è un figo, che parte da solo nei w-e per andare a fare biking e running e canyoning e chi più ne ha più ne metta nei posti sperdutissimi iperpiù. Quelli che ci sono nei western con gli indiani, capito?
Montaggi accelerati, caleidoscopi di immagini, a significare la vitalità e il dinamismo del tipo. Che incontra pure due tipe ‘bastanza tope, le fa divertire (ma no, non in quel senso!), ci vediamo domani alla festa ecc. E se ne va.
Seppure su scala minore, son le stesse cose che faccio (facevo) io in montagna, andare e non dire a nessuno dove. Cioè, a dirla tutta lo dicevo, ma poi andavo da un’altra parte. E guarda che fine puoi fare.
Anyway. Scendendo in un canyon un masso si smuove, e precipita insieme a lui. A una strettoia si fermano entrambi, lui col braccio schiacciato dal masso. Muoversi è impossibile, intorno non c’è nessuno per miglia e ha una borraccia e pochi viveri. La storia è supposed to be true, dimenticavo.
Il film è lui che sopravvive 5 giorni appeso lì, insieme al masso. Era partito simpatico e strafottente – veniva voglia di prenderlo a schiaffi, ma puoi andare a fare escursionismo con le cuffie? Ca**o sei, sul tram? Non so se ci arrivate, comunque ve lo dico io, no, non puoi. Metti caso che caschi un masso (massus in fabula), se riesci a sentirlo magari aiuta. Il masso casca e lui non dice ahi né bai, quasi non urla. Dispone quello che ha davanti a sé e studia che fare. Le prova tutte. Tira, spinge. Beve il suo piscio. Dorme avvolto dalle corde da arrampicata per scaldarsi. Partono treni concitati di allucinazioni, flashback e premonizioni. Vede la sua famiglia, passata e futura, rimpiange le telefonate a cui non ha risposto, e così via. Parla a se stesso in una telecamerina, inscenando spettacoli e talk show in cui presenta e risponde. Alla fine…. decide (fa senso, non lamentatevi).
Decide che l’unica è spezzarsi il braccio, e poi tagliare tutta la carne e i tendini e i filamenti con un finto coltellino che ha dietro.
XD ve lo dico per farvi schifo.
Considera anche che la parte in cui si sega il braccio l’ho vista subito dopo cena :S un po’ ho patito.
Si salverà.
Aron è il tipo che faceva l’amico di PP in Spiderman, e nella sua follia allucinata da dolore e privazione alla fine è metamorfosato in simpatico. E poi cazzo, questo si affetta il braccio e quasi non dice nulla O_O
Io forse, la prossima volta che vado, dove vado lo dico.

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Meraviglia! / 21 Novembre 2012 in 127 ore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La scena in cui Aron dà vita ad una specie di show televisivo (?) riesce ad essere drammatica, commovente, sarcastica e comica al tempo stesso.
Peso sul cuore per tutta la durata del film. Silenzio. Quasi totale assenza di musiche o melodie. Tutto è concentrato sull’attore e su quel masso.
James Franco (stupenda interpretazione) che, allora più che mai, si rende conto di tutti gli errori commessi nella sua vita, dei suoi desideri, delle sue voglie… Non tutti i mali vengono per nuocere: se tutto quello non fosse accaduto se ne sarebbe realmente reso conto?
In conclusione lo consiglio a tutti, merita di essere visto. 10.

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Brutale poesia / 2 Ottobre 2012 in 127 ore

C’è una certa brutale poesia nel vedere James Franco, coltellino in mano, scalpellare inutilmente la roccia mentre in sottofondo parte quasi beffardamente Lovely day di Bill Withers. C’è una brutale poesia perfino nella scena madre, dove il rosso cupo regna sovrano.
Un film magnetico, dove non vedi l’ora che finiscano gli intervalli delle allucinazioni per tornare nelle profondità del buco, e vedere cosa farà ora questo pazzoide di un Aron Ralston alle prese con quel “cazzo di masso” (cit.)

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Io conosco LUI! (sfortunatamente non è James Franco) / 7 Marzo 2012 in 127 ore

Film bellissimo. Nulla da dire, posso soltanto fare i complimenti a James Franco e Danny Boyle.
Ma vorrei parlarvi di un altra persona: quella che conosco io:
Valerio Oss (titolare della Pixel Cartoon, ditta di effetti visivi e animazione 3D di Trento) ha lavorato a Londra nell’estate del 2010 agli effetti visivi del film, in un team di nove Visual Effects Artists presso la Union VFX, di Tim Caplan e Adam Gascoyne. Pur essendo un film “reale”, improntato su immagini fotografiche e realistiche, il lungometraggio ha oltre 350 shots che hanno richiesto l’intervento di effetti visivi. La parte più complessa del film sotto questo aspetto è stata la rimozione del braccio dell’alpinista, dopo la sua amputazione, nelle scene finali. Alcune scene di pochi secondi hanno richiesto anche 150-200 ore di lavorazione.
Altri interventi sono stati effettuati con processi di “rig removal”, cioè la rimozione di elementi scenici come corde di sicurezza, gru, ecc. che erano utilizzate per la sicurezza dell’attore e della troupe. C’è stato anche un lavoro di “set extension” che ha permesso di ricreare perfettamente il canyon “Blue John Canyon” nello Utah (USA) con estensioni 3D digitali. Ultimi ma non meno importanti la creazione di “mosche” e “formiche” digitali, effetti di polvere, sky replacement (sostituzione di cieli) e stabilizzazione dei movimenti di camera.
Valerio Oss lavora da quasi 20 anni nel campo dell’animazione 3D, del cartone animato e degli effetti visivi per televisione e cinema. Dal 2009 divide il suo lavoro fra la sua ditta di Trento, la Pixel Cartoon e vari progetti a Londra presso alcune compagnie di effetti visivi su importanti lungometraggi come compositor e visual effects artist.
Il prossimo lavoro? Harry Potter e i doni della morte parte 2.
Ecco. Io mi sento incredibilmente onorata e orgogliosa di poter conoscere questa persona. E sono contenta per lui.

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Muoversi e ancora muoversi… / 27 Febbraio 2011 in 127 ore

Danny Boyle ed uno strepitoso James Franco rimangono intrappolati da una roccia per 127 ore. In un canyon dello Utah i due, aiutati dalle belle musiche originali di A.R. Rahman, non si danno per vinti e mettono su un film che ha nel dinamismo un punto di forza. Tutto è permesso: split screen, scenette grottesche, ritmati momenti onirici, impossibili inquadrature. Ogni espediente è buono per continuare a provarci, per non soccombere alla staticità, per non darla vinta al destino che li ha fatti fermare lì. E il mio pensiero da spettatore è stato: “Ma quanta fatica deve fare una povera roccia per riuscire a fermare un uomo?” Tanta. Tantissima.
P.S. Sconsigliato a chi teme momenti claustrofobici e sequenze terrificanti.

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26 Febbraio 2011 in 127 ore

Storia realmente accaduta ad Aron Ralston un giovane amante del trekking e della mountain bike e che, per questa sua passione …
Bravissimo l’attore James Franco che interpreta Aron, bellissime le immagini del Blue John Canyon dello Utah, belle ed azzeccate tutte le canzoni.
Chi ha apprezzato “Into the Wild” non può non apprezzare questo film

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