Recensione su 12 anni schiavo

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25 Febbraio 2015

Intenso film sulla schiavitù tratto da una storia vera.
Solomon Northup è un musicista di colore che vive a Saratoga, nello stato di New York, con la moglie e i due figli; un giorno viene ingannato e rapito da due falsi agenti di spettacolo che lo vendono come schiavo.
La storia è drammatica e la premessa rende il film leggermente diverso da quanto già visto; film duro in cui Solomon incontra vari tipi di padrone. Dopo il balordo Freeman (nome non casuale, visto che è il primo che possiede Solomon che non è più libero…) interpretato da un bravo Paul Giamatti, Solomon viene comprato dal buono William Ford (l’ottimo Benedict Cumberbatch visto in The imitation game). Ford è solo un pò passivo e Solomon rischierà la vita per colpa del balordo Tibeats (Paul Dano, una delle prime volte che lo vedo in un ruolo drammatico). Ma la parte centrale e principale è il legame con il bastardo Edwin Epps (Michael Fassbender), crudele con gli schiavi e che riserva un trattamento di favore alla giovane Patsey suscitando le gelosie della moglie Mary (Sarah Paulson).
La “fortuna” di Solomon sarà l’incontro con il canadese Samuel Bass (Brad Pitt) contrario alla schiavitù che gli darà una mano.
Il film è intenso e drammatico con alcune scene abbastanza crude; imbarazzante una delle scene all’inizio in cui Paul Giamatti mostra gli schiavi come se fossero bestiame (nudi, controllando denti e fisico). Ma ci sono anche altre scene che rimangono impresse e fanno riflettere.

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