Recensione su Curb Your Enthusiasm

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24 Febbraio 2014

Steve McQueen non delude e centra il terzo successo di fila. Dopo due film indipendenti come Hunger e Shame e, soprattutto, dopo la pioggia di critiche entusiastiche che gli sono cadute in testa, sarebbe stato semplice cedere alla tentazione di dirigere un film hollywoodiano, più convenzionale e di grande richiamo.
La storia di Solomon Northup in mano a qualcun’altro avrebbe rischiato di trasformarsi nell’ennesimo film strappalacrime, con un povero negretto martoriato che alla fine ritrova libertà e famiglia e tutti vissero felici e contenti.
A ben guardare, non è così. Innanzitutto, sebbene non sia una storia completamente nuova (come poteva essere la parabola di dipendenza sessuale di Brandon in Shame), viene proposta da McQueen senza fronzoli ed orpelli di richiamo per il grande pubblico. Si entra nel merito della questione subito e in maniera diretta. Quello che a McQueen interessa è la verità, l’onestà e la trasparenza per mettere a nudo l’esistenza di un uomo che improvvisamente perde la sua libertà personale ed ogni forma di dignità.
Perde i suoi abiti, perde il suo nome, perde la sua posizione. Il paragone con l’orrore dei campi nazisti viene quasi spontaneo.
Ma Solomon conserva la memoria, conserva la voglia di lottare. Il rapporto con il terribile padrone (un grande Fassbender) non è convenzionale: Solomon in certi casi gli risponde, a volte lo sfida, non in maniera aperta ma di certo non tace. E non si arrende, usa l’intelligenza e conserva la speranza e il ricordo, al di là delle frustate e degli abomini che quelli come lui devono subire. McQueen ha un approccio veristico ed efficace nel marcare tutti i gli episodi di violenza ma anche di solidarietà che costellano i 12 anni da schiavo di Solomon, proprio come era trasparente e sincero nel mostrare la brutalità delle carceri inglesi in Hunger.
La sua regia è convincente ed elegante (meriterebbe l’oscar molto più di Cuaron).
Il cast è costituito da nomi che pensano (Giamatti, Cumberbacht, Pitt e soprattutto EJiofor e Fassbender) e che si producono in ottime interpretazioni.
E’ un segno di costante crescita per questo regista da tenere in gran considerazione.

4 commenti

  1. paolodelventosoest / 24 Febbraio 2014

    Ecco quello che secondo la mia modesta opinione conta davvero in siti come questo: l’ENTUSIASMO. Basta con i critici incontentabili, che restano freddini, evviva gli entusiasti come te! 🙂

  2. alex10 / 24 Febbraio 2014

    “meriterebbe l’oscar molto più di Cuaron”
    su questa frase mi soffermo. sono assolutamente d’accordo…per quanto 13 anni schiavo non sia un film perfetto nei contenuti, secondo me, lo è certamente nella regia impeccabile ! con pochi tocchi di classe che non stonano e non si notano, ma sono fondamentali per dare un tocco di maggior durezza, ciò è ottimo considerando l’argomento.

    Cuaron, invece, si piace e muove continuamente la mdp, per carità, è talentuoso, abilissimo e su questo non ci piove: però, alla fin fine è classe che lascia il tempo che trova…un po’ troppo lezioso, insomma; mentre McQueen è più diretto e secondo me vincerà giustamente l’oscar. 😉

  3. henricho / 25 Febbraio 2014

    Grazie! in verità dire che questo film mi ha entusiasmato è proprio corretto! 😉 Avevo delle buone aspettative che una volta tanto non sono rimaste deluse…In più apprezzo molto il suo stile registico, i film così me li gusto molto volentieri 😉
    Speriamo che anche chi dovrà attribuire un riconoscimento si soffermi sul fatto che la semplicità e l’eleganza sono ancora i parametri migliori per giudicare il talento. Anche Ang Lee con la vita di Pi ha centrato l’oscar, ma la sua regia era una regia secondo me affettata, studiata, leziosa (il termine ci sta)…un pò come il Cuaron di Gravity che per carità non è male ma dr fronte al modo di fare regia di un PT Anderson o di un Steve McQueen, si rivelano un pò per quello quello che sono…mode passeggere…

    • alex10 / 25 Febbraio 2014

      oddio, ora mia accorgo di aver scritto 13 anni schiavo o.O che figuraccia ahahahahahahahaha
      RETTIFICO: 12 ANNI SCHIAVO !
      siamo d’accordissimo riguardo la regia 😉

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