Recensione su 12 anni schiavo

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19 Gennaio 2014

Anche in questo caso sono molto felice di essere la prima a recensire, ho appena finito di guardare questa pellicola in lingua originale, e posso dire senza vergogna di star ancora asciugando le lacrime. Mi ha davvero emozionata, ma non mi stupisco, Steve McQueen mi fa sempre questo effetto.
Solomon Northup è un uomo libero di Saratoga, ha moglie e figli e sembra vivere una vita comune, tranquilla, come ogni altro uomo libero. Un giorno viene ingannato, rapito e reso schiavo, e la sua odissea durerà dodici lunghi anni tra umiliazioni, dolore e sottomissione.
Direi che negli ultimi anni in molti film si sono affrontati argomenti come il razzismo e la schiavitù, ma credo che questo li batta tutti.
Personalmente adoro McQueen, sarò diventata ripetitiva, ma non smetterò mai di esprimere la mia adulazione nei confronti di questo immenso artista. Perché sì, prima di essere un regista è un artista, credo sia una delle punte di diamante della fotografia contemporanea, e nei suoi film trapela tutto il suo amore per l’arte. E’ attento ai dettagli, a tutte le piccole cose, è elegante, lo trovo quasi perfetto. Ogni singola inquadratura è una fotografia, ma non per questo il film è privo di ritmo, o noioso, anzi, è armonico in ogni sua scena.
Per non parlare della bellissima colonna sonora, non per niente le musiche sono di Hans Zimmer che è ormai un pilastro nel mondo del cinema, non delude mai.
Il cast è strepitoso, da Chiwetel Ejiofor, a Michael Fassbender, a Benedict Cumberbatch. Sono perfettamente in sintonia l’uno con l’altro, ed ogni interpretazione, breve o lunga che sia, è un piccolo pilastro, ognuno è il pezzo di un puzzle dall’incastro perfetto. Potrei stare qui a tessere le lodi di Fassbender, come al solito, perché anche questa volta il suo lavoro è stato eccellente, o quelle di Cumberbatch, sempre versatile ed in perfetta linea con i personaggi che interpreta, ma credo non farei altro che ripetermi e ribadire cose già dette in passato per altre pellicole.
Ormai Fassbender e McQueen sono diventati complementari, non riesco ad immaginare un film di McQueen in cui non ci sia Fassbender, è chiaro che, al di là del rapporto professionale, tra loro ci sia una grande amicizia ed intesa artistica. Si nota benissimo sullo schermo.
A questo punto mi pare d’obbligo leggere l’autobiografia di Northup, la visione del film mi ha definitivamente convinta a farlo.
Nove stelle, per McQueen, come sempre tutte meritate. Come gioca lui con le mie emozioni, nessuno mai, mi fa venire le palpitazioni ed innamorare ad ogni singola inquadratura.

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