Recensione su 10.000 AC

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24 marzo 2014

Questo kolossal primitivo molto hollywoodiano (forse troppo), si innesta nel filone dei kitsch kolossal alla 300 / Apocalypto / Troy e per certi versi ne ricalca fin troppi aspetti, risultando a tratti la brutta copia, in salsa primitiva, dei più celebri precursori.
Un casting di attori pressoché sconosciuti, probabilmente per dare un tocco di anonimato alla vicenda, facendo risaltare l’intreccio e la storicità: scelta (forse l’unica) che si rivela azzeccata.
Il film in sé, da un punto di vista di mero entertainment, è passabile, non fosse per le derive sentimentaliste tipiche di Hollywood e per alcune scelte poco riuscite, in primis la fastidiosa e paternalista voce narrante.
Ovviamente nessuna pretesa da history channel può attribuirsi ad una pellicola del genere, e le critiche su questo versante (che potrebbero cominciare già dal titolo) sono francamente fuori luogo.
Da salvare le splendide ambientazioni (quelle montuose, soprattutto, ma non solo) riprese magistralmente con carrellate aeree che da sole varrebbero la visione del film, almeno per i fanatici del paesaggio (ah! la Nuova Zelanda!).
E poi quegli azzurrissimi occhi di una splendida Camilla Belle (ma anche qui mi sa che c’è lo zampino del digitale, di cui Emmerich ha abusato).
A parte ciò, un flop clamoroso, che non deve essere costato nemmeno poco!

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