Recensione su Agente 007 - Thunderball: operazione tuono

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Emilio Largo Borghese / 5 Luglio 2019 in Agente 007 - Thunderball: operazione tuono

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La Spectre vuole impadronirsi di un paio di bombe atomiche per ricattare le potenze della NATO. L’uomo dietro il piano è Emilio Largo, uno con cui se sei sveglio non scherzi, il quale ha la passione per le piscine e per gli Squali. Non so se durante le riprese di Thunderball avessero pensato di inserire il personaggio di Jaws, dubbio che, rivedendo il film, mi è sorto. Emilio ha un piano infallibile, ma James Bond gli fa capire che non c’è trippa per gatti e gli rovina il party a bordo del Disco Volante (sobria imbarcazione di famiglia). Terence Young torna alla regia del suo ultimo film dedicato a James Bond, qualche anno più tardi avrebbe diretto quel capolavoro di Wait Until Dark e più in là il suo ultimo colpo di coda Solei rouge. L’opera, così come il romanzo di Ian Fleming (Thunderball) su cui è basata in gran parte, è, come vi dicevo in uno dei primi post, tratta da un soggetto originale che Fleming aveva rubacchiato da Kevin McClory e Jack Whittingham. Vennero prese vie legali, non mi fate ripetere tutto dai.
Thunderball non è assolutamente un film che consiglierei a una ragazza o un ragazzo che mi chiedono un film di Bond da vedere, ma ha i suoi momenti e per spiegarveli devo fare un passo indietro. Come ben saprete durante la Seconda guerra mondiale l’Italia era sotto fascismo, dittatura terribile (questa cosa non viene mai scritta abbastanza ultimamente). La Seconda guerra mondiale fu una guerra devastante durante la quale gli italiani da un lato si macchiarono di crimini gravissimi (sarebbe più giusto dire “tanto gravi quanto gli inglesi, i francesi e via dicendo” ma fermiamoci al concetto base) e dall’altro offrirono dei momenti di valore altissimo. Episodi degni del miglior Ford, o del suo corrispettivo italiano (Blasetti). Alcune azioni militari compiute furono goffe, ma altrettante furono tanto eroiche quanto quelle inglesi, americane o russe. Lo so, lo so, sembra strano parlare di valore militare/eroismo in un contesto simile, soprattutto quando c’è di mezzo il fascismo che alla 21st si ripudia, ma per parlarvi di Emilio Largo devo introdurre l’impresa di Alessandria. Il 18 Dicembre del 1941 nella rada di Alessandria d’Egitto la marina italiana, nel particolare i mezzi subacquei della XªMas, mise fuori combattimento le due corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth. A detta di molti quella fu una rivincita perché gli inglesi fecero, all’incirca un’anno prima, un attacco valoroso e clamoroso a Taranto (praticamente dove era concentrato il grosso della potenza navale italiana). Cosa successe ad Alessandria? Questo: «…sei italiani equipaggiati con materiali di costo irrisorio hanno fatto vacillare l’equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell’Asse.»
(Winston Churchill)
Per la prima volta dall’inizio del conflitto la flotta italiana si trovò in una posizione di superiorità. Per gli inglesi la vicenda rappresentò una battaglia perduta, ma analizzando con realismo l’impresa di Alessandria, l’episodio, grande dimostrazione di muscoli a parte, portò 8 morti fra i marinai inglesi. 8 morti zi’, ok i danni però… non siete curiosi di sapere quante uccisioni fece in 90 minuti di aereosilurate a Taranto la Royal Navy? 58 morti e 581 feriti cioè un bollettino di guerra per davvero. Io sono sportivo e Ian Fleming ancor di più visto che in Thunderball c’è una sottotrama acquatica con dei siluri che ricordano i “maiali” della XªMas, la sequenza è girata come se a dirigerla fosse un generale del’700: è una partita di scacchi dove i sub cattivi si sfidano a duello contro i sub buoni, i loro movimenti sono lenti, avanzano e si colpiscono a suon di arpioni, cadono e si colpiscono a suon di arpioni. Il film pur avendo sbancato il botteghino è il secondo meno riuscito, una definizione più diplomatica per dire uno dei più brutti, dell’era Connery ma ha Emilio Largo che è cazzutissimo: interpretato da Adolfo Celi, con la benda nera sull’occhio, sembra un pirata con la cattiveria di Valerio Borghese. Io il film l’ho rivisto e a ogni inquadratura di Adolfo Celi, volto Monicelliano e non solo, penso a quello che poteva essere con lui come attore il film Vogliamo i colonnelli. Celi avrebbe avuto un ruolo perfetto nel film che parte proprio dal tentativo di colpo di Stato di Junio Valerio Borghese e termina in un’Italia militarista e autoritaria. Largo ed il suo piano mettono paura. Qual è il suo piano? Quello di attaccare una metropoli Americana (o Inglese) con delle armi nucleari. E, di nuovo, torna la XªMas. Ok, Largo lo fa per denaro ma non tutti sanno che uno dei piani di Valerio Borghese era quello di attaccare New York con i siluroni made in italy non nucleari naturalmente. In una missione del 1942 il sommergibile atlantico “Leonardo da Vinci” avrebbe dovuto trasportare fino alla foce dell’Hudson un sommergibile più piccolo che avrebbe fatto saltare in aria un boato di navi. La cosa fortunatamente non andò mai in porto, sarebbe stato quello che per i Giappi matti è stato Pearl Harbor (7 Dicembre 1941): una condanna a morte; gli americani avrebbero nuclearizzato Catanzaro anziché Hiroshima e Nagasaki e Alain Resnais avrebbe diretto Catanzaro Mon amour. Capite che ca**o vi sto tirando fuori?

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