Recensione su Agente 007 - Missione Goldfinger

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ORO COME SE PIOVESSE / 27 Giugno 2019 in Agente 007 - Missione Goldfinger

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Agente 007 – Missione Goldfinger il mio film preferito se parliamo della saga dedicata a Bond, il più bello in assoluto, almeno per me. Un film bellissimo, pieno di giochi di parole, dalla colonna sonora che ti entra in testa (ancora oggi canticchio “Goldfinger” pur non avendo la bella voce di Shirley Bassey) dal ritmo serrato, pieno di scene d’azione e frasi entrate nella storia del cinema. Missione Goldfinger è l’episodio che ho visto più volte in assoluto perché… perché si. Ritroviamo i sempre fedeli Broccoli- Saltzman come produttori, ma per la prima volta Terence Young lascia la regia e passa il testimone al grande Guy Hamilton. Parlare di Missione Goldfinger senza introdurre i cattivi, signore e signori I CATTIVI, sarebbe ingiusto e deludente. Certo qui Sean Connery è sempre Sean Connery, però Goldfinger forse è il primo caso di film di una saga in cui gli antagonisti riescono a rubare la scena al protagonista in più occasioni. Ad essere sincero è da questo film che è nato il mio amore incondizionato verso Oddjob, personaggio secondario delineato e caratterizzato a modino. Aspettate, sto mettendo troppa carne sul fuoco e forse sarebbe meglio dare uno straccio di trama.

TRAMA LIBERA TUTTI
In questo capitolo della saga, dopo aver ammazzato Dr. No ed aver ammirato N°3 forata da Tatiana, James Bond affronta il miliardario Goldfinger, amabilmente interpretato da Gert Fröbe. Da notare il nome del nostro: “Auric” (sta per aureo, quindi oro) Goldfinger (altro gioco di parole con l’oro). Effettivamente il miliardario non è un membro della Spectre, definiamolo più un “affiliato”. Questo status rispecchia a pieno la sua filosofia di vita, Auric è un uomo che ha un sacco di soldi e vede in ogni cosa un’opportunità per fare più soldi. Goldfinger è un grossista d’oro che nel tempo libero lo fonde rendendolo non intercettabile e lo contrabbanda. Essendo anche un gioielliere internazionale le fonderia ce l’ha, così trasferisce il suo oro oltremare in modo illegale e lo vende nei paesi del terzomondo a un prezzo maggioritario. Non credo oggi sia ancora possibile, ma attendo smentite. Dietro la facciata di finanziere internazionale, professionista incensurato nonché giocatore d’azzardo si nasconde un terrorista con una bomba atomica, disposto a tutto pur di fare i soldi. Ce li ha e ne vuole di più, ancora e ancora, praticamente è una me**a. Arrivo quindi alla sua missione: IL GRANDE SLAM; Auric vorrebbe tanto annientare la riserva aurea degli Stati Uniti a Fort Knox con una bella bomba al cobalto radioattiva così da decuplicare il valore dell’oro da lui posseduto e di conseguenza mettere in ginocchio l’economia degli Stati Uniti (e dell’Occidente) per almeno 58 anni, ovvero il periodo delle radiazioni.

Eppure il suo piano sarebbe nulla senza la persona giusta al posto giusto al momento giusto: ODDJOB (traducibile come “lavoro sporco” altro gioco di parole) il maggiordomo-guardia del corpo e killer, uno che parla per monosillabe e preferisce usare la sua bombetta a falde metalliche per farsi capire. Un linguaggio internazionale il suo, visto che i pugni in faccia li capiscono tutti. Muto, tozzo, basso, con i capelli e i baffi neri, Oddjob è interpretato da Harold Sakata, veterano della seconda guerra mondiale nonché ex wrestler (il suo nome di battaglia era Tosh Togo) dal sobrio peso di centotrenta chilogrammi. In una sequenza James Bond scherza con Oddjob e lui rompe una palla da golf con una mano con la stessa facilità con cui una mano può rompere una noce. Nel film Bond a Oddjob gli fa il culo, ma Sakata nella vita reale a Connery lo ha steso con una botta dietro alla schiena. Questo succede quando giochi a fare James Bond con uno che ha la licenza di uccidere per davvero. Oddjob ha lasciato il raziocinio sul comodino, cintura nera di ignoranza e pazzia: lancia i cappelli, ammazza le bionde, decapita le statue. Se oggi Sean Connery è Sean Connery cioè Bond, molto lo si deve ad Oddjob. Grazie a Missione Goldfinger Sean Connery divenne uno dei più quotati attori di film d’azione e Sakata… con Sakata la vita non fu molto clemente, rimase nell’ombra di Oddjob fin quando non si spense nel 1982 per un cancro al fegato. Qualche anno fa Madonna lo omaggiò nel video della canzone Die Another Day e persino Franco e Ciccio lo citarono in un film chiamato “Missione Goldginger” o una roba simile, ma Sakata non ebbe il successo che avrebbe meritato.

Agente 007 – Missione Goldfinger è il film che farei vedere a un Casalese, a un Casamonica o per lo meno a Valeria Marini. Non scherzo raga’, c’è oro ovunque, dalle donne dell’intro alle bond girl. C’è una Rolls Royce d’oro, oro come se piovesse, oro dalla divina pesantezza come d’oro è la placca d’oro su cui è sdraiato Bond mentre un laser industriale rischia di cuocergli il ca**o. C’è l’oro di Fort Knox e l’oro dei nazisti, come d’oro sono le luci nella stanza dove è girata una delle scene più interessanti del film: dopo aver fatto perdere il Signor Goldfinger a una partita a ramino contro un ignaro giocatore d’azzardo, la partita è girata secondo i dettami di Hitchcock a metà strada fra Notorious e Rear Window, Jill Masterton viene uccisa da Oddjob che la ricopre d’oro. Agente 007 – Missione Goldfinger vede Q sbizzarrirsi con i gadget, l’Aston Martin da sola col parabrezza a prova di proiettile e le sue targhe intercambiabili vale tutto il prezzo del biglietto, ed ha dei picchi che si raggiungeranno raramente nei film successivi. La ciliegina sulla torta non è tanto il numero di 3 Bond Girl, quanto l’averne una chiamata Pussy Galore. Honor Blackman nel ruolo di Pussy Galore, anche qua altro gioco di parole “Pussy Galore” significa “Fregna a volontà”, è la Bond Girl per eccellenza. In una sequenza Honor Blackman si presenta a Bond con questo nome e Sean Connery ridacchia. Pussy Galore è stata fino al 2015 la Bond Girl più anziana della saga, primato superato solo da Monica Bellucci in Spectre. Agente 007 – Missione Goldfinger ha una dose massiccia di sequenze d’azione e scenette ironiche (dal timer che si ferma a 007 secondi alla battuta storica “ Lei si aspetta che io parli?” “No, Bond, mi aspetto che lei muoia!”) e una miriade di sottotrame, dalla miniaturizzazione degli apparati elettronici (ci avevano visto lungo 60 anni fa), alla sottotrama legata al caos economico in occidente mossa in parallelo con la presenza dei cinesi che aiutano Goldfinger e invadono il territorio americano (Fort Knox). Un film che vi consiglio di recuperare caldamente.

Curiosità
1)si parla di 008 che può sostituire Bond se fa troppo lo stupidino;
2)a Oddjob se gli tiri un lingotto d’oro non si fa un ca**o;
3)nei titoli di coda si legge: THE END OF “GOLDFINGER” but James Bond will be back in “Thunderball”… a proposito di creare hype.

E ora le uccisioni spoiler, se le meritano solo quelli che hanno visto il film:

Oddjob morirà ucciso da Bond che lo fulminerà con un cavo elettrico mentre sta cercando di riprendere il suo cappello preferito rimasto incastrato tra due sbarre, a Fort Knox. Goldfinger invece crepa uscendo dal finestrino di un aereo, prima rimane incastrato.

2 commenti

  1. Stefania / 27 Giugno 2019

    Ueh, sei lanciatissimo con 007! Poco tempo fa, gli abbiamo dedicato questo approfondiment-ino, guà se ti interessa: https://www.nientepopcorn.it/saghe/james-bond-tutti-i-film-di-007-lista-completa/
    P.s.: Goldfinger è anche il mio preferito!

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