Recensione su A 007, dalla Russia con amore

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Cortina di Ferro / 27 Giugno 2019 in A 007, dalla Russia con amore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Erano gli anni ’60, in America la presidenza era in mano a Kennedy, un discreto cinefilo e che prima di partire per Dallas il 20 novembre 1963 vide From Russia with Love e ne fu entusiasta.

Ci credo! Squadra che vince non si cambia: alla regia torna Terence Young e i sempre fedeli Broccoli- Saltzman alla produzione. From Russia with Love, oltre ad essere il secondo film sull’agente segreto James Bond, è sicuramente un gioiellino: gli antagonisti secondari cominciano ad essere delineati maggiormente; i gadget sono in presenza maggiore; ci sono infine una dose massiccia di sequenze d’azione e scenette ironiche.

trama:
il Dr. No è stato ammazzato malissimo nel capitolo precedente. Come dite? Spoiler? Tesori de mamma, ‘sto film c’ha l’anni de Cristo. Qual è il confine fra lo spoiler e “il mondo non gira attorno a voi?”. Quindi dicevo, Dr. No era uno con dei principi, uno con degli amici importanti e la Spectre decide di vendicarlo. Il piano è quello di rubare all’URSS il Lektor, un macchinario per decodificare crittogrammi, e nel mentre uccidere Bond. Ok, scritta così non è niente di speciale ma vi assicuro che la messa in scena è qualcosa di sensazionale. Prima di tutto è in questo film che appare Ernst Stavro Blofeld. Appare è un verbo grosso, diciamo che la faccia non la vediamo… è inquadrato dal busto in giù mentre accarezza il persiano bianco, citato ovunque (perfino L’Ispettore Gadget fece un mezzo omaggio) ormai entrato nella cultura di massa, seduto sulla sua poltrona. Ernst è anche detto il N*1 della Spectre ed è un personaggio iconografico della saga. Misterioso, uomo tutto d’un pezzo, la Spectre non sarebbe quella che è se non fosse per lui. Blofeld affida la missione a una vecchia stronza chiamata Rosa Klebb, che recluta a sua volta Tatiana Romanova, membro dei servizi segreti russi e inconsapevole strumento della Spectre. Non bisognerebbe neppure dirlo, ma la giovane, interpretata dalla modella italiana Daniela Bianchi, è completamente ignara dei piani della Klebb.

A Londra gira un’altra versione, per l’MI6 infatti Tatiana è pronta a supportare la Regina (e di conseguenza anche i suoi alleati, quindi l’America, cioè quello che all’epoca veniva definito “il mondo libero”) per il furto del Lektor. Perché lo fa? C’è chi dice non si trovi bene col KGB e c’è chi dice, come me, che da quando ha visto la fotografia di Sean Connery in un dossier segreto si sia perdutamente innamorata. Vedete il film e poi capirete se è come dico io oppure no!

From Russia with Love è un film sulla cortina di ferro con dei personaggi pittoreschi e delle sottotrame pazzesche. Prendete tutta la vicenda girata ad Istanbul con Kerim Bey. Per la saga dedicata all’agente 007 Ian Fleming per trovare un regista andò a sentire pure Alfred Hitchcock, invece per Dalla Russia con amore voglio mettere in mezzo pure quel pazzo di John Ford. Fu infatti il maestro a suggerire per il ruolo di Kerim Pedro Armendáriz, suo attore feticcio (Fort Apache; The Fugitive). Pedro Armendáriz sul set si impegnò tantissimo anche dopo che gli venne diagnosticato un cancro incurabile. Lottò fino alla fine, riuscì a portarsi a casa una grande interpretazione, ma la fine arrivò inesorabilmente e si spense in un letto di ospedale poco dopo aver terminato il lavoro in Turchia. La parte ambientata in Turchia è quella che preferisco in assoluto ed ha dei momenti degni di nota, a tratti comici ma allo stesso tempo pregni di azione. Prendete ad esempio la sequenza che vede due zingare gelose lottare per l’amore dello stesso uomo. Bomba! From Russia with Love è un film bellissimo, ok magari oggi uno si rende conto della finzione cinematografica dietro la parte a Venezia. Ma in fondo il cinema non è proprio questo? Far credere al pubblico di essere in un hotel famoso in Italia quando invece si gira su un set?

Ed ora un po’ di morti e spoiler un po’ qui e un po’ lì.

Prima e non ultima apparizione di Blofeld, From Russia with Love vede la Bond Girl salvare la pelle e le palle all’agente 007. Finisco con due note sul personaggio di Rosa Klebb. 65 anni portati con la perfidia di una strega, Rosa è il N*3 della Spectre ed è disposta a tutto per la testa di Bond perfino travestirsi da cameriera e aspettare che i due innamoratini abbiano finito di comportarsi da innamoratini per far loro il culo. Ma Tatiana innamorata di Bond da quando ha visto la sua faccia sul dossier segreto riuscirà a ribaltare la situazione facendo a Rosa un nuovo buco da dove cagare. Volete sapere chi è il N*2? Presto su questi schermi, tranquilli.

Kennedy, pochi giorni dopo aver visto il film, salutava una folla di persone mentre viaggiava per Elm Street (Dallas, Texas) a bordo della sua limousine presidenziale. Era il 22 Novembre del 1963 quando il presidente, colpito prima alla gola e poi al capo, venne assassinato.

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