Recensione su L'immortale

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La centesima lirica di Miike. / 20 Novembre 2017 in L'immortale

Adattando il manga scritto e disegnato da Hiroaki Samura (L’immortale ), Takashi Miike sforna il suo ennesimo must, gravido di quella vanesia e veemente violenza che ha contraddistinto opere del calibro di ”13 Assassini”, o ”Audition”.
Maestosa la scena iniziale, nel contesto iconico e oscuro dello shogunato giapponese, dove il regista, sempre proiettandone i canoni satirici e fumettistici, emette il suo trillo sinistro, la cui resa farà da manifesto al suo corollario di oblunghi e sanguinolenti scontri.
Un period drama avvincente, elegante nella sua cruda estetica, prolisso, ma pregno di significato, laddove le parole sono spade, che fendono e tagliano come le stesse lame, e che splendono nel lucore iridato di una sceneggiatura che ha saputo rifletterne la visione, nonché la concezione espressa.

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