A Serious Man / 2009 6.6/10 175 voti
Siamo nel 1967, e Larry Gopnik, professore di fisica in una tranquilla università del Mid West, ha appena saputo da sua moglie Judith che lei ha deciso di lasciarlo poiché si è innamorata di Sy Ableman, un uomo a suo avviso molto più concreto e importante dell'inetto Larry. Il fratello disoccupato di Larry, Arthur dorme sul divano di casa loro, il figlio Danny ha seri problemi disciplinari e non combina nulla alla scuola ebraica mentre la figlia Sarah gli ruba costantemente i soldi dal portafogli per potersi rifare il naso. E mentre sua moglie e Sy Ableman progettano allegramente la loro nuova vita insieme, e suo fratello diventa un peso sempre più insostenibile, un anonimo gli scrive lettere minacciose e ostili che mettono a repentaglio la sua cattedra all'Università e uno studente tenta di corromperlo per ottenere la promozione minacciandolo al contempo di denunciarlo per diffamazione...
Attori principali: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Aaron Wolff, Jessica McManus, Adam Arkin, George Wyner, Peter Breitmayer, Brent Braunschweig, David Kang, Benjamin Portnoe, Jon Kaminski Jr., Ari Hoptman, Alan Mandell, Amy Landecker,
Regia: Ethan Coen, Joel Coen,
Sceneggiatura/Autore: Joel Coen, Ethan Coen,
Colonna sonora: Carter Burwell,
Fotografia: Roger Deakins,
Produzione: Ethan Coen, Joel Coen, Tim Bevan, Eric Fellner, Robert Graf,
Genere: Drammatico, Commedia,
I fratelli più amati di hollywood si cimentano in un film sicuramente interessante, ma fin troppo “ermetico” nella sceneggiatura e nell’esposizione (anche per i loro standard), portandolo spesso sul baratro dell’incomprensibilità. Peccato
ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama
Qua a capire cosa sia da vedere oppure no ho dei serissimi problemi, gli sfasamenti nella distribuzione sono deleteri.
Oltre a non capire dei blocchi di cose mica da ridere. Per esempio se qualcuno lo vede e mi può cortesemente dire chi è che manda i biglietti di insulti/calunnie al protagonista me lo può dire per favore? Che non ho capito :”’(
Mi fa impazzire non capire parti di film, è una cosa che odio. Ma è un pedaggio che si deve pagare U_U
Quel che ho capito è che i Cohen buttano lì il film più personale di tutta la vita loro, corale-famigliare ai limiti dell’autobiografia, e in ambiente ebraicissimo. Prologo scollegato da quasi tutto, giusto per fare atmosfera rabbina (no guarda, rabbino aggettivo proprio no). Abbiamo la vita di un quasi docente universitario in balia delle onde della moglie che lo vuole lasciare, preferendogli un serious man, dei figli che fan solo casini, di uno studente coreano o salcazzo (sarà mica cinese? Sparagli!) che lo ricatta, del fratello pure lui che fa solo casini. Cerca una soluzione rivolgendosi alla sua religione, incarnata da tre diversi rabbini, sostantivi però, e non trova nessuna risposta valida ma nemmeno da lontano. Sul finale ho quasi voglia di dire qualcosa ma mi trattengo un po’ a stento, dico solo che fa incazzare come hyenas.
Stavolta i Coen lasciano il genere noir x dedicarsi a una commedia ebraica e cadono un pò di tono. Film abbastanza noioso con appena un paio di scene un pò simpatiche (divertenti è dire troppo). Già dal prologo (che non capisco dove volesse andare a parare) il film è un pò lento; il protagonista un pò impacciato. Molto meglio il figlio a cui viene dato relativamente poco spazio. Anche il finale non mi ha soddisfatto.
Film bellissimo. Coen all’ennesima potenza nello spargere un lieve ironico cinismo sulla storia banalissima del piccolo professore travolto da eventi comuni, normali forse. Il ciclone si abbate senza pietà sulla sua vita , ma è solo vita, quindi non giusta, non tranquilla, non meritevole. Anzi, la categoria del meritevole non ha senso, la categoria del perchè di cosa accade ancora meno. E la domanda del perchè è sempre stata una domanda che ha accompagnato l’uomo, per darne risposta ha costruito le religioni. Ecco quindi i rabbini, l’uno giovane che risponde secondo stilemi moderni (cambiare prospettiva, un po’ di sociologia, un po’ di psicologia), quello più anziano secondo rassicuranti parabole, quello saggio perchè ancora più anziano muto, inarrivabile, castratorio nella sua incarnazione nella segretaria con funesto cipiglio.
Mi ha molto interessato il lato del film dedicato all’impossibilità di governare il reale, quasi uno scontro fra la fatica di ordinare, dare razionalità all’esistenza e l’impossibilità di farlo, senza speranza.
Larry è colpito in ogni aspetto della vita, la famiglia, l’amore, il lavoro, la vita sociale, una prova di Dio? Senza senso sicuramente, per quanto il senso venga cercato ovunque e continuamente, affannosamente. Bisogna rassegnarsi al mistero, d’altronde ha senso la storiella iniziale? Fra misticismo e credenze tradizionali l’uomo comparso ai due coniugi è davvero vivo? Mistero.
Molto belli tutti i personaggi, i Coen in questo hanno un tocco magico, scolpiscono i vicini, l’amante della moglie, il mondo della scuola ebraica in maniera perfetta, ottimi i dialoghi, molto bella la fotografia.
Dubito che la tormenta e l’esito della radiografia siano una specie di ira divina che si abbate sul malcapitato arreso alla corruzione, o meglio, credere che sia l’ira divina è un modo per razionalizzare ciò che sta accadendo, appunto per trovarne un senso.
questo film è forse l’unico dei fratelli coen “lontano dalle mie corde”.
Indovinate qual è stato l’unico momento in cui ho (sor)riso?
La scena di Wolowitz – rabbino giovane, no? 
Dopotutto, il film parla di “un uomo serio”: perché mi aspettavo di ridere?
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